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Generatore etichette alimentari
Crea l'etichetta di un prodotto alimentare con le indicazioni obbligatorie del Regolamento UE 1169/2011 e la dichiarazione nutrizionale, pronta da stampare.
Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

Nei campi trovi già dei valori di esempio: mettici i tuoi e il risultato si aggiorna mentre scrivi.
Come si calcola
Fonti e parametri: Regolamento (UE) n. 1169/2011, articoli 9, 13, 21 e 30-35 e Allegati II e XV. Il generatore compone il testo: la conformità finale dell'etichetta va verificata sul prodotto specifico, anche con il proprio consulente HACCP.
Come si usa
Nei campi trovi già dei numeri di esempio: mettici i tuoi e il risultato cambia da solo, mentre scrivi. Vale la pena guardare anche il dettaglio voce per voce, non solo il totale, e le note finali, dove sono indicati i casi che il calcolo non copre.
I campi, uno per uno
- Denominazione dell'alimento: L'esempio parte da Confettura extra di albicocche.
- Elenco degli ingredienti : L'esempio parte da Albicocche, zucchero, succo di limone.
- Quantità netta: Qui è già impostato 330 g.
- Termine minimo di conservazione o scadenza: Qui è già impostato Da consumarsi preferibilmente entro il 30/06/2027, lotto L214.
- Nome e indirizzo dell'operatore: L'esempio parte da Azienda Agricola Esempio, Via Roma 10, 12051 Alba CN.
- Condizioni di conservazione: Qui è già impostato Conservare in luogo fresco e asciutto. Dopo l'apertura conservare in frigorifero e consumare entro 5 giorni..
- Energia in kJ per 100 g: Nell'esempio è 980.
- Energia in kcal per 100 g: Qui è già impostato 232.
- Grassi in g per 100 g: Nell'esempio è 0.2.
- Di cui acidi grassi saturi in g: Qui è già impostato 0.
- Carboidrati in g per 100 g: Nell'esempio è 56.
- Di cui zuccheri in g: Nell'esempio è 54.
- Proteine in g per 100 g: Qui è già impostato 0.9.
- Sale in g per 100 g: Nell'esempio è 0.01.
Errori comuni da evitare
Calcolare il food cost sul prezzo IVA inclusa invece che sul netto; confondere margine e ricarico nei listini; dimenticare il peso volumetrico nelle spedizioni e farsi fatturare colli leggeri ma ingombranti a peso maggiorato; omettere allergeni presenti in ingredienti composti o da contaminazione crociata nelle tabelle per i clienti.
Limiti di questo calcolo
Il numero va letto come una stima ben costruita, non come un atto ufficiale: usa la formula e i parametri dichiarati qui. Casi particolari, dati incompleti e regole locali possono cambiarlo. Se la decisione è importante, la verifica con un professionista o con l'ente resta la scelta giusta.
Da sapere in più
Le indicazioni obbligatorie del Regolamento UE 1169/2011
Un'etichetta alimentare completa riporta: denominazione dell'alimento, elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso, allergeni evidenziati tipograficamente dentro l'elenco (in genere in grassetto), quantità netta, termine minimo di conservazione o data di scadenza, nome e indirizzo del produttore o confezionatore, modalità di conservazione, e la dichiarazione nutrizionale con i sette valori obbligatori per 100 grammi: energia, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale. Quando un ingrediente è caratterizzante (per esempio le nocciole in una crema), ne va indicata anche la percentuale (QUID).
Il generatore compone l'anteprima con questi campi e la rende stampabile nelle dimensioni utili per vasetti, buste e confezioni artigianali. L'anteprima è un modello di lavoro: prima della vendita verifica testi e valori con le schede tecniche dei tuoi ingredienti e, per i casi dubbi (claim nutrizionali, indicazioni di origine, lotti), con il consulente di etichettatura o l'ASL competente, perché le sanzioni per etichette irregolari sono a carico di chi immette il prodotto sul mercato.
Dall'anteprima alla confezione: cosa manca per vendere davvero
Il generatore compone le indicazioni obbligatorie generali, ma un'etichetta pronta per il mercato richiede una verifica prodotto per prodotto. Alcune categorie hanno norme verticali aggiuntive: le confetture hanno percentuali minime di frutta e regole proprie sulla denominazione; i prodotti a base di carne hanno indicazioni su specie e quantità; il miele, l'olio d'oliva e i prodotti ittici seguono regimi di origine e denominazione dedicati; le bevande alcoliche hanno un sistema proprio che per molti vini e birre si sta allineando solo di recente. La verifica corretta procede così: si parte dall'anteprima generata qui, si confronta ogni campo con la scheda tecnica degli ingredienti (valori nutrizionali medi dichiarati dai fornitori o analisi di laboratorio per i prodotti di punta) e si chiude con il controllo della norma verticale della propria categoria. Chi salta il secondo e il terzo passaggio ha un'etichetta elegante ma potenzialmente irregolare.
I valori nutrizionali: da dove devono venire
I sette valori obbligatori non si inventano e non si copiano dal prodotto simile di un concorrente: derivano da analisi di laboratorio, da calcoli su ricetta con le tabelle di composizione degli alimenti (le banche dati CREA per l'Italia) o dai valori degli ingredienti dichiarati dai fornitori, con le tolleranze ammesse dalle linee guida europee. Per un laboratorio artigiano con pochi prodotti, il calcolo da ricetta documentato è la strada proporzionata: si conserva il foglio di calcolo con composizione e fonti, così da poterlo esibire in caso di controllo. Attenzione al sale: in etichetta va il sodio totale moltiplicato per 2,5 espresso come sale, incluso quello naturalmente presente negli ingredienti, non solo quello aggiunto in preparazione. Per gli allergeni dentro l'elenco ingredienti vale la stessa fonte: la scheda tecnica di ogni ingrediente, come per la tabella allergeni dei piatti.
Denominazione, origine e indicazioni volontarie
La denominazione deve descrivere il prodotto per quello che è, con la denominazione legale quando esiste (per esempio per pasta, conserve e prodotti lattiero-caseari tipici) o con una denominazione usuale o descrittiva chiara. L'indicazione di origine diventa obbligatoria quando la sua omissione può indurre in errore, e per alcuni alimenti (carni, latte come ingrediente, miele, frutta e verdura) è sempre dovuta. Le indicazioni volontarie — immagini, claim, riferimenti a metodi artigianali — devono essere veritiere e non devono occupare lo spazio delle informazioni obbligatorie né renderle meno leggibili. Un errore frequente dei produttori artigianali è l'etichetta fronte-retro sbilanciata: tutta la superficie frontale a marketing e le obbligatorie compresse sul retro in caratteri sotto misura, cioè l'esatto contrario della gerarchia che il regolamento disegna.
Controlli prima della stampa e gestione delle modifiche
Ogni modifica di ricetta, fornitore o processo può rendere l'etichetta non più conforme: la gestione corretta prevede un controllo a ogni variazione e l'archiviazione delle versioni usate con i periodi di utilizzo, insieme ai lotti prodotti. Prima di una stampa consistente vale la pena far leggere la bozza definitiva allo sportello imprese della ASL o a un tecnologo alimentare: il costo di una consulenza preventiva è una frazione di quello di un ritiro o di una ristampa obbligata. L'anteprima generata qui conserva i campi nel browser e si stampa nelle dimensioni utili per vasetti e confezioni: usala come base di lavoro versionata, non come atto finale.
Tabelle di riferimento e fonti ufficiali
I 14 allergeni da dichiarare (Reg. UE 1169/2011, Allegato II)
| N. | Allergene |
|---|---|
| 1 | Cereali contenenti glutine |
| 2 | Crostacei |
| 3 | Uova |
| 4 | Pesce |
| 5 | Arachidi |
| 6 | Soia |
| 7 | Latte (compreso il lattosio) |
| 8 | Frutta a guscio |
| 9 | Sedano |
| 10 | Senape |
| 11 | Semi di sesamo |
| 12 | Anidride solforosa e solfiti |
| 13 | Lupini |
| 14 | Molluschi |
La dichiarazione e' obbligatoria per gli alimenti preimballati e, con le modalita' previste, per i piatti serviti da ristoranti, bar e mense.
Fonti ufficiali: verifica i parametri
Domande frequenti
Domande frequenti
Risposte brevi alle domande più comuni su questo calcolo: casi particolari, limiti da conoscere e gli errori da non fare.
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