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Codice fiscale e omocodia: perché il tuo codice può differire da quello calcolato

Cosa succede quando due persone generano lo stesso codice fiscale e perché vale solo il codice dell'Agenzia delle Entrate.

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

Primo piano di impronte digitali registrate su un modulo di identificazione.

L'algoritmo del codice fiscale comprime cognome, nome, data e luogo di nascita in 15 caratteri più il controllo. Con milioni di persone, le collisioni sono inevitabili: si chiama omocodia quando due persone diverse producono lo stesso codice.

Come si risolve l'omocodia

L'Agenzia delle Entrate sostituisce alcune cifre del codice con lettere secondo una tabella fissa (0 diventa L, 1 diventa M, 2 diventa N, 3 diventa P, 4 diventa Q, 5 diventa R, 6 diventa S, 7 diventa T, 8 diventa U, 9 diventa V), partendo dalle cifre più a destra, e ricalcola il carattere di controllo. Le posizioni interessate sono quelle numeriche: anno, giorno e codice del comune.

Quale codice vale

Solo quello rilasciato dall'Agenzia delle Entrate o riportato sulla tessera sanitaria. Se il codice calcolato online con il nostro strumento differisce dal tuo documento, quasi certamente il tuo è un codice con omocodia: non è un errore tuo né del calcolatore, è il meccanismo ufficiale di risoluzione delle collisioni.

Cosa fare in pratica

Usa sempre il codice dei documenti ufficiali nelle pratiche. Se il codice sulla tessera è sbagliato nei dati anagrafici (nome o data errati), la correzione si chiede all'Agenzia delle Entrate con un documento di identità.

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