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Lavoro e Stipendio

Calcolo preavviso dimissioni e licenziamento

Giorni di preavviso per CCNL, livello e anzianità, data di decorrenza, ultimo giorno di lavoro e indennità sostitutiva.

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

Gratuito, senza registrazioneParametri aggiornati5 campi guidatiCalcolo nel browser: nessun dato salvato
Uomo che lascia l'ufficio con la scatola degli effetti personali
Uomo che lascia l'ufficio con la scatola degli effetti personali

Nei campi trovi già dei valori di esempio: mettici i tuoi e il risultato si aggiorna mentre scrivi.

Come si calcola

I giorni di preavviso sono fissati dal CCNL in base a livello e anzianità di servizio. La decorrenza segue la regola del contratto (per il Commercio il preavviso decorre dal 1° o dal 16° giorno del mese). Se il preavviso non viene lavorato, è dovuta un'indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo (in genere retribuzione mensile divisa 30, per i giorni di preavviso non lavorati).

Fonti e parametri: Testi dei principali CCNL (Commercio, Metalmeccanici, Edilizia, Turismo, Studi Professionali, Credito). I preset sono i valori più diffusi per livello e anzianità: il CCNL effettivamente applicato e la lettera di assunzione prevalgono sempre, e il campo di modifica manuale permette di inserire il valore esatto del proprio contratto.

Un esempio concreto

Ecco cosa viene fuori con i valori già compilati (ccnl, livello e anzianità , giorni di preavviso dal tuo ccnl , data della comunicazione e gli altri valori indicati nel modulo) il risultato è: Giorni di preavviso 60. Cambiando anche un solo valore nel modulo, il risultato si muove di conseguenza.

Il dettaglio, voce per voce

Qui sotto trovi lo stesso risultato scomposto voce per voce, nello stesso ordine della formula. Se un passaggio non ti torna, è da lì che conviene ripartire.

Decorrenza del preavviso03 novembre 2026
Ultimo giorno di lavoro01 gennaio 2027
Retribuzione giornaliera (mensile ÷ 30)70,00 €
Indennità sostitutiva se il preavviso non viene lavorato4200,00 €

Se cambi un valore nel modulo, la tabella nel pannello del risultato si aggiorna allo stesso modo: confrontare le due versioni mostra subito dove nasce la differenza.

Come si usa

Inserisci i tuoi dati al posto dei valori di esempio: il calcolo parte da solo, senza pulsanti da premere. Sotto al risultato trovi il dettaglio completo; le note in fondo spiegano i limiti da tenere presenti prima di usare il numero per una decisione.

I campi, uno per uno

  • CCNL, livello e anzianità : L'esempio parte da Commercio: Quadri e 1° livello, fino a 5 anni di anzianità (60 giorni).
  • Giorni di preavviso dal tuo CCNL : Se conosci il valore esatto del tuo contratto, inseriscilo qui: prevale sul preset. L'esempio parte da 0.
  • Data della comunicazione : L'esempio parte da 2026-11-02.
  • Regola di decorrenza: L'esempio parte da Dal giorno successivo alla comunicazione.
  • Retribuzione lorda mensile in euro : Qui è già impostato 2100.

Errori comuni da evitare

Confondere RAL e netto mensile; dimenticare che tredicesima e quattordicesima fanno parte della RAL; usare l'aliquota IRPEF vecchia del 35% per il secondo scaglione; ignorare l'addizionale comunale del proprio comune; pensare che i buoni pasto e i fringe benefit siano sempre esenti oltre le soglie.

Limiti di questo calcolo

Ogni calcolo ha i suoi confini, e questo usa la formula e i parametri riportati nella pagina. Eccezioni normative e delibere locali possono spostare il risultato reale: usa il numero come punto di partenza e, per le scelte che contano, verificalo con chi segue la materia.

Qualche dettaglio in più

Come nasce il numero di giorni: CCNL, livello e anzianità

Il preavviso non è fissato dalla legge in misura unica: lo stabilisce il contratto collettivo in base a inquadramento e anzianità. Nel Commercio si va da 15 giorni per i livelli più bassi con poca anzianità a 4 mesi per i quadri con anzianità elevata; nei Metalmeccanici gli scaglioni sono più brevi per gli operai e più lunghi per impiegati e quadri; Edilizia, Turismo, Studi Professionali e Credito hanno tabelle proprie. I preset di questo strumento riportano le tabelle dei principali CCNL a titolo di riferimento, ma il valore che fa fede è quello del contratto applicato al tuo rapporto e della tua lettera di assunzione: per questo ogni preset è sovrascrivibile con il numero esatto.

Decorrenza e ultimo giorno di lavoro

Contano anche il punto di partenza e le regole di decorrenza: in alcuni contratti il preavviso decorre dalla comunicazione, in altri dal primo giorno utile successivo (tipicamente il 1° o il 16 del mese). Le dimissioni si presentano in via telematica sul portale ministeriale, con possibilità di revoca entro 7 giorni. Se non rispetti il preavviso, il datore può trattenere l'indennità sostitutiva pari alla retribuzione del periodo mancante; se è il datore a non volerlo lavorare, il periodo va comunque pagato. Ferie e permessi residui durante il preavviso seguono le regole dello strumento sulle ferie maturate, collegato qui sotto.

Dimissioni telematiche: la procedura che dà data certa al preavviso

Dal 2016 le dimissioni volontarie e le risoluzioni consensuali dei dipendenti privati viaggiano solo sul canale telematico ministeriale: la procedura con SPID o CIE, diretta o tramite un soggetto abilitato, genera una comunicazione con data di invio certa, ed è quella data che fa partire — secondo la regola del CCNL — la decorrenza del preavviso. La revoca è possibile entro 7 giorni dallo stesso portale e annulla la comunicazione: un'arma di tutela contro le dimissioni in bianco e quelle date in un momento di rabbia. Restano fuori dal canale telematico il periodo di prova, il lavoro domestico e il pubblico impiego, che seguono forme proprie. Chi presenta le dimissioni da un patronato riceve assistenza gratuita anche sulla verifica dell'ultimo giorno: è il passaggio in cui un errore di decorrenza si trasforma in una trattenuta in busta paga.

Ultimo giorno di lavoro: come si calcola senza sbagliare

Il calcolo ha tre variabili: la lunghezza del preavviso (dalla tabella del CCNL per livello e anzianità), la regola di decorrenza e gli eventi sospensivi. Nei contratti con decorrenza da data fissa, come il Commercio (dal 1° o dal 16 del mese successivo alla comunicazione), comunicare il 3 o il 14 dello stesso mese può dare lo stesso ultimo giorno, mentre comunicare il 17 sposta tutto di mezzo mese: scegliere il giorno di invio, quando possibile, è una leva reale. Malattia e, in molte discipline, le ferie godute sospendono il conteggio; i giorni festivi interni al periodo non lo allungano, perché nella maggior parte dei CCNL il conteggio è in giorni di calendario. Il risultato del calcolatore mostra data di decorrenza e ultimo giorno insieme proprio per rendere visibile l'effetto di queste regole: confrontalo con la lettera di assunzione se lì è pattuito un preavviso diverso da quello tabellare.

Preavviso e licenziamento: simmetrie e differenze

Il preavviso protegge entrambe le parti ma con pesi diversi. Per il datore che licenzia, il mancato rispetto si traduce in indennità sostitutiva dovuta in aggiunta alle altre competenze di fine rapporto; per il lavoratore che si dimette senza preavviso, la stessa somma viene trattenuta sulle ultime spettanze, fino a concorrenza. Il licenziamento per giusta causa non prevede preavviso da nessuna delle due parti. Esistono poi i casi di dimissioni per giusta causa del lavoratore — mancato pagamento delle retribuzioni, mobbing accertato, trasferimento illegittimo — in cui è il lavoratore a poter pretendere l'indennità sostitutiva e ad avere accesso alla NASpI come un licenziato: sono fattispecie da documentare con cura, possibilmente con assistenza legale o sindacale prima di compiere il passo.

Le voci dell'ultima busta paga

All'ultimo giorno si chiudono insieme preavviso (lavorato o indennizzato), ferie e permessi residui non goduti (pagati come indennità), ratei di tredicesima e quattordicesima maturati, e il TFR, che segue però il suo calendario e la sua tassazione separata. Le ferie non godute e le ferie maturate hanno strumenti dedicati per verificare gli importi prima che arrivi il cedolino finale; il calcolatore del TFR ricostruisce la liquidazione. Controllare queste voci con gli strumenti, prima di firmare la quietanza liberatoria, è il modo più semplice per chiudere il rapporto senza lasciare somme per strada.

Tabelle di riferimento e fonti ufficiali

Scaglioni IRPEF 2026

Scaglione di redditoAliquota
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.000 a 50.000 euro33%
Oltre 50.000 euro43%

Aliquote INPS a carico del lavoratore dipendente

ProfiloAliquota
Dipendente standard9,19%
Aziende con piu' di 15 dipendenti9,49%
Pubblico impiego8,80%
Apprendista5,84%

Addizionale regionale IRPEF: aliquota base per regione

Aliquote base usate dai calcolatori di questo sito. Diverse regioni applicano maggiorazioni o scaglioni propri: verifica sempre la delibera della tua regione e l'aliquota del tuo comune.

RegioneAliquota base
Lombardia1,23%
Piemonte1,62%
Valle d'Aosta1,23%
Liguria1,62%
Trentino-Alto Adige1,23%
Veneto1,23%
Friuli-Venezia Giulia1,23%
Emilia-Romagna1,93%
Toscana1,42%
Umbria1,23%
Marche1,23%
Lazio1,73%
Abruzzo1,73%
Molise2,03%
Campania2,03%
Puglia1,33%
Basilicata1,23%
Calabria1,73%
Sicilia1,23%
Sardegna1,23%

Fonti ufficiali: verifica i parametri

Domande frequenti

Domande frequenti

Risposte brevi alle domande più comuni su questo calcolo: casi particolari, limiti da conoscere e gli errori da non fare.