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Lavoro e Stipendio

Calcolo TFR (liquidazione)

Accantonamento annuo, rivalutazione e TFR lordo maturato alla fine del rapporto di lavoro.

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

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Dipendente che lascia l'ufficio con la scatola degli effetti personali
Dipendente che lascia l'ufficio con la scatola degli effetti personali

Nei campi trovi già dei valori di esempio: mettici i tuoi e il risultato si aggiorna mentre scrivi.

Come si calcola

Ogni anno si accantona una quota pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5. Il fondo maturato si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi. Sulla rivalutazione si paga un'imposta sostitutiva del 17%; alla cessazione il TFR è tassato con tassazione separata in base all'aliquota media degli ultimi 5 anni.

Fonti e parametri: Art. 2120 codice civile; indici di rivalutazione ISTAT pubblicati mensilmente.

Un esempio concreto

Proviamo con i valori di esempio (retribuzione annua lorda media in euro, anni di servizio, inflazione media annua presunta e gli altri valori indicati nel modulo) il risultato è: TFR lordo stimato alla cessazione 24.884,98 €. Il modulo qui sopra fa esattamente questo calcolo: con i tuoi numeri seguirà lo stesso percorso.

Il dettaglio, voce per voce

Qui sotto trovi lo stesso risultato scomposto voce per voce, nello stesso ordine della formula. Se un passaggio non ti torna, è da lì che conviene ripartire.

Quota accantonata ogni anno (RAL ÷ 13,5)2222,22 €
Tasso di rivalutazione annuo applicato3,00%
Rivalutazione complessiva del periodo (lorda)3208,14 €
Imposta sostitutiva sulla rivalutazione (17%, già sottratta anno per anno)545,38 €
TFR lordo stimato24.884,98 €

Se cambi un valore nel modulo, la tabella nel pannello del risultato si aggiorna allo stesso modo: confrontare le due versioni mostra subito dove nasce la differenza.

Come si usa

Nei campi trovi già dei numeri di esempio: mettici i tuoi e il risultato cambia da solo, mentre scrivi. Vale la pena guardare anche il dettaglio voce per voce, non solo il totale, e le note finali, dove sono indicati i casi che il calcolo non copre.

I campi, uno per uno

  • Retribuzione annua lorda media in euro: Nell'esempio è 30000.
  • Anni di servizio: L'esempio parte da 10.
  • Inflazione media annua presunta : L'esempio parte da 2.
  • TFR già maturato iniziale in euro: L'esempio parte da 0.

Errori comuni da evitare

Confondere RAL e netto mensile; dimenticare che tredicesima e quattordicesima fanno parte della RAL; usare l'aliquota IRPEF vecchia del 35% per il secondo scaglione; ignorare l'addizionale comunale del proprio comune; pensare che i buoni pasto e i fringe benefit siano sempre esenti oltre le soglie.

Limiti di questo calcolo

Il numero va letto come una stima ben costruita, non come un atto ufficiale: usa la formula e i parametri dichiarati qui. Casi particolari, dati incompleti e regole locali possono cambiarlo. Se la decisione è importante, la verifica con un professionista o con l'ente resta la scelta giusta.

Da sapere in più

Accantonamento e rivalutazione, anno per anno

Ogni anno di lavoro aggiunge al fondo una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5: su una RAL di 27.000 euro sono 2.000 euro esatti. Il fondo già accumulato si rivaluta con un tasso composto da una parte fissa dell'1,5% e da una parte variabile pari al 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Con inflazione al 2%, la rivalutazione lorda è del 3%; su di essa si paga subito l'imposta sostitutiva del 17%, quindi il rendimento netto accreditato è circa il 2,49%. Se l'inflazione sale all'8%, la rivalutazione sale al 7,5%: il TFR è uno dei pochi strumenti che seguono automaticamente i prezzi, pur con il taglio del 25% sulla componente inflazione.

Anticipazioni e tassazione finale

Dopo almeno 8 anni di servizio si può chiedere un'anticipazione fino al 70% del maturato per acquisto o ristrutturazione della prima casa e per spese sanitarie gravi; per altri motivi la quota è minore e richiede condizioni aziendali specifiche. Alla cessazione del rapporto, il TFR è tassato con tassazione separata: l'aliquota è quella media IRPEF del contribuente negli ultimi cinque anni, applicata dall'azienda come acconto e poi conguagliata dall'Agenzia delle Entrate. Chi ha ricevuto anticipazioni o ha destinato quote a un fondo pensione deve sottrarle dal montante: il calcolatore accetta il TFR già maturato e gli anticipi per ricostruire il netto atteso.

Un esempio numerico completo

Con una retribuzione media di 30.000 euro per 10 anni, l'accantonamento annuo è 2.222,22 euro. Senza rivalutazione il fondo sarebbe 22.222 euro; con rivalutazione media netta intorno al 2,5% annuo il montante sale a circa 24.900 euro, perché ogni quota accantonata si rivaluta per tutti gli anni successivi. La tassazione separata, con un'aliquota media ipotizzata del 23%, ridurrebbe il lordo a circa 19.200 euro netti. L'esempio mostra le due leve del TFR: gli anni di servizio, che aumentano sia le quote sia il tempo di rivalutazione, e l'inflazione, che alza la rivalutazione nominale ma non necessariamente il potere d'acquisto finale.

La scelta che pochi fanno in tempo: azienda o fondo pensione

Entro sei mesi dall'assunzione il lavoratore può scegliere dove destinare il TFR che maturerà: lasciarlo in azienda (o al Fondo di Tesoreria INPS nelle imprese con almeno 50 dipendenti) oppure versarlo a un fondo pensione. Chi non sceglie in tempo finisce, per silenzio-assenso, nel fondo negoziale del proprio CCNL. La differenza non è solo di rendimento: il TFR in azienda si rivaluta dell'1,5% più il 75% dell'inflazione, con tassazione finale tra il 23% e il 43% in tassazione separata; il fondo pensione investe sui mercati con costi e rischi dichiarati, ma alla prestazione finale si applica un'imposta sostitutiva tra il 15% e il 9% a seconda degli anni di partecipazione, e durante l'accumulo i rendimenti sono tassati al 20% (12,5% sulla quota in titoli di Stato). Su carriere lunghe la differenza fiscale è spesso più importante di quella di rendimento: lo strumento di confronto TFR e fondo pensione mette le due strade fianco a fianco con gli stessi anni e la stessa retribuzione.

Anticipazioni: condizioni, limiti e ordine delle richieste

L'anticipazione non è un diritto esercitabile in qualsiasi momento: richiede almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore e una causale tra quelle previste — acquisto o ristrutturazione della prima casa (anche per i figli), spese sanitarie per terapie o interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche, congedi per formazione o per astensione facoltativa nei casi previsti. Il tetto è il 70% del TFR maturato e l'azienda può soddisfare ogni anno richieste entro il 10% degli aventi diritto e comunque non oltre il 4% dell'organico: nelle aziende piccole, in pratica, si forma una coda in ordine di presentazione. Chi ha destinato il TFR a un fondo pensione ha regole analoghe ma più ampie: dopo 8 anni di partecipazione si può chiedere fino al 75% per la casa o per spese sanitarie e fino al 30% per qualsiasi esigenza, senza causale.

La tassazione separata, spiegata con un caso

Alla cessazione, la quota capitale del TFR non finisce nel reddito dell'anno (il che la spingerebbe negli scaglioni più alti) ma è tassata separatamente. Il meccanismo: si calcola un reddito di riferimento dividendo il montante per gli anni di servizio e moltiplicando per 12; su quel reddito annuo figurativo si applicano gli scaglioni IRPEF e si ricava un'aliquota media; quell'aliquota si applica all'intero montante. Con 60.000 euro maturati in 20 anni, il reddito di riferimento è 36.000 euro e l'aliquota media si colloca intorno al 25-26%: l'imposta sarà circa 15.500 euro e il netto circa 44.500. L'azienda trattiene un acconto con l'aliquota provvisoria e l'Agenzia delle Entrate, entro la fine del terzo anno successivo, riliquida con l'aliquota media dei redditi effettivi degli ultimi cinque anni. Dagli anni di servizio si detraggono le anticipazioni già ricevute, che restano tassate separatamente al momento dell'erogazione con le stesse regole.

Tempi di pagamento e protezioni

Nel settore privato il termine di pagamento è quello del CCNL o degli accordi individuali, comunemente tra l'ultima busta paga e i 45 giorni successivi; ritardi rilevanti danno diritto a interessi e rivalutazione. Nel pubblico impiego la liquidazione segue finestre proprie e, per importi sopra le soglie previste, viene pagata in due o tre rate annuali. Se l'azienda è insolvente interviene il Fondo di garanzia INPS dopo l'accertamento del credito: copre il TFR e le ultime tre mensilità, ma i tempi della procedura fallimentare si sommano a quelli amministrativi. La guida TFR: come si calcola e quando viene pagato raccoglie i casi per settore, compresi lavoro domestico e apprendistato.

Tabelle di riferimento e fonti ufficiali

Scaglioni IRPEF 2026

Scaglione di redditoAliquota
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.000 a 50.000 euro33%
Oltre 50.000 euro43%

Aliquote INPS a carico del lavoratore dipendente

ProfiloAliquota
Dipendente standard9,19%
Aziende con piu' di 15 dipendenti9,49%
Pubblico impiego8,80%
Apprendista5,84%

Addizionale regionale IRPEF: aliquota base per regione

Aliquote base usate dai calcolatori di questo sito. Diverse regioni applicano maggiorazioni o scaglioni propri: verifica sempre la delibera della tua regione e l'aliquota del tuo comune.

RegioneAliquota base
Lombardia1,23%
Piemonte1,62%
Valle d'Aosta1,23%
Liguria1,62%
Trentino-Alto Adige1,23%
Veneto1,23%
Friuli-Venezia Giulia1,23%
Emilia-Romagna1,93%
Toscana1,42%
Umbria1,23%
Marche1,23%
Lazio1,73%
Abruzzo1,73%
Molise2,03%
Campania2,03%
Puglia1,33%
Basilicata1,23%
Calabria1,73%
Sicilia1,23%
Sardegna1,23%

Fonti ufficiali: verifica i parametri

Domande frequenti

Domande frequenti

Risposte brevi alle domande più comuni su questo calcolo: casi particolari, limiti da conoscere e gli errori da non fare.