Mutuo a tasso fisso o variabile: come scegliere
IRS ed Euribor, spread, rata iniziale contro sicurezza nel tempo e il ruolo del TAEG nel confronto tra offerte.
Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

La scelta tra fisso e variabile è una scelta su chi si assume il rischio dei tassi futuri: con il fisso la banca, con il variabile tu.
Come si formano i tassi
Il fisso nasce dall'IRS (Interest Rate Swap) della durata corrispondente più lo spread della banca. Il variabile nasce dall'Euribor a 1 o 3 mesi più lo spread. In entrambi i casi confronta le offerte sul TAEG, che include i costi, con lo strumento da TAN a TAEG.
Quando conviene il fisso
Quando la rata è già vicina al tuo limite di sostenibilità (in genere il 30-35% del reddito netto), quando l'orizzonte è lungo e quando i tassi fissi sono storicamente bassi: paghi un premio di sicurezza ma elimini il rischio di aumenti.
Quando valutare il variabile
Quando hai margine di bilancio per assorbire aumenti, orizzonte breve o intenzione di estinguere presto. I mutui con cap (tetto massimo) limitano il rischio a un costo intermedio. In ogni caso la rata e il piano di ammortamento ti mostrano gli interessi totali nei due scenari, e se hai già un mutuo caro valuta la surroga gratuita.
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