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Calcolo NASpI (indennità di disoccupazione)
Importo mensile e durata dell'indennità in base a retribuzioni e settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni.
Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

Nei campi trovi già dei valori di esempio: mettici i tuoi e il risultato si aggiorna mentre scrivi.
Come si calcola
Fonti e parametri: D.Lgs 22/2015 (NASpI) e valori annuali INPS di soglia e massimale. Aggiorna soglia e massimale con la circolare INPS dell'anno in corso: qui sono preimpostati i valori 2025.
Un esempio concreto
Ecco cosa viene fuori con i valori già compilati (retribuzione media mensile lorda degli ultimi 4 anni in euro, settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, soglia di riferimento inps in euro e gli altri valori indicati nel modulo) il risultato è: NASpI mensile lorda iniziale 1152,45 €. Cambiando anche un solo valore nel modulo, il risultato si muove di conseguenza.
Il dettaglio, voce per voce
La tabella scompone il risultato in tutte le sue voci, nell'ordine in cui le produce la formula: è il modo più rapido per controllare il passaggio che ti interessa, che sia una detrazione, un'aliquota o una soglia.
| Importo mensile lordo iniziale | 1152,45 € |
| Durata stimata | 12,0 mesi (massimo 24) |
| Importo indicativo del primo periodo (senza riduzioni) | 13.839,99 € |
Se cambi un valore nel modulo, la tabella nel pannello del risultato si aggiorna allo stesso modo: confrontare le due versioni mostra subito dove nasce la differenza.
Come si usa
Inserisci i tuoi dati al posto dei valori di esempio: il calcolo parte da solo, senza pulsanti da premere. Sotto al risultato trovi il dettaglio completo; le note in fondo spiegano i limiti da tenere presenti prima di usare il numero per una decisione.
I campi, uno per uno
- Retribuzione media mensile lorda degli ultimi 4 anni in euro: Nell'esempio è 1800.
- Settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni: Qui è già impostato 104.
- Soglia di riferimento INPS in euro: Nell'esempio è 1404.89.
- Massimale mensile NASpI in euro: Qui è già impostato 1550.42.
Errori comuni da evitare
Usare la retribuzione netta invece di quella lorda per NASpI e pensione; dimenticare il massimale delle prestazioni; pensare che la NASpI duri quanto il periodo di contribuzione totale e non la metà delle settimane degli ultimi 4 anni; confondere l'ISEE simulato con l'attestazione ufficiale INPS.
Limiti di questo calcolo
Ogni calcolo ha i suoi confini, e questo usa la formula e i parametri riportati nella pagina. Eccezioni normative e delibere locali possono spostare il risultato reale: usa il numero come punto di partenza e, per le scelte che contano, verificalo con chi segue la materia.
Qualche dettaglio in più
Requisiti: chi può chiederla e chi no
La NASpI spetta quando il lavoro si perde per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore: licenziamento (anche disciplinare), scadenza del contratto a termine, risoluzione consensuale in sede protetta, dimissioni per giusta causa. Restano fuori le dimissioni volontarie ordinarie e la risoluzione consensuale libera, salvo i casi tutelati elencati nelle domande frequenti qui sotto. Il requisito contributivo è unico dal 2022: almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione negli ultimi quattro anni. La vecchia condizione delle 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti è stata abolita dalla Legge di Bilancio 2022, e anche la riduzione dell'importo è stata rimodulata: oggi parte dal sesto mese, o dall'ottavo per chi ha almeno 55 anni.
La domanda si presenta all'INPS, online o tramite patronato, entro 68 giorni dalla cessazione, pena la perdita delle mensilità arretrate: la decorrenza è l'ottavo giorno dopo la cessazione se la domanda è tempestiva, altrimenti il giorno dopo la presentazione. Insieme alla domanda vale la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID), che attiva il percorso con il centro per l'impiego: patto di servizio, colloqui e offerte congrue fanno parte del patto, e rifiutarle senza giustificato motivo fa decadere dalla prestazione. La guida NASpI: requisiti, importo e durata riassume l'intero percorso in forma discorsiva.
La retribuzione di riferimento: il numero da cui tutto dipende
L'importo nasce dalla retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni: l'INPS somma le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali del quadriennio, le divide per le settimane di contribuzione e moltiplica per 4,33. Contano le voci imponibili dei cedolini — paga base, mensilità aggiuntive, straordinari abituali — e contano anche i periodi con contribuzione ridotta, che abbassano la media: un quadriennio con lunghi part-time o con mesi di cassa integrazione produce una media più bassa dello stipendio pieno degli ultimi mesi. Se non conosci la tua media, puoi ricavarla sommando le retribuzioni imponibili degli ultimi quattro anni dai cedolini o dall'estratto conto contributivo e dividendo per i mesi lavorati: è il valore da inserire nel primo campo di questo calcolatore. Lo strumento degli anni di contributi aiuta a leggere l'estratto conto e a contare le settimane utili.
Soglia e massimale: l'esempio con una media di 1.800 euro
La formula ha due velocità. Fino alla soglia di riferimento (1.404,89 euro con i valori preimpostati in pagina) l'indennità è il 75% della media. Sulla parte eccedente scende al 25%: con una media di 1.800 euro, il conto è 1.053,67 euro (75% della soglia) più 98,78 euro (25% dei 395,11 euro sopra soglia), cioè 1.152,45 euro lordi al mese. Il massimale (1.550,42 euro) taglia i risultati più alti: per raggiungerlo servirebbe una media di circa 3.400 euro, oltre la quale l'indennità non cresce più qualunque sia stato lo stipendio. Soglia e massimale sono valori annuali INPS: in pagina trovi quelli dell'ultima circolare disponibile nei campi modificabili, così puoi aggiornarli se l'INPS pubblica i nuovi importi.
Durata e riduzione del 3%: come evolve l'importo
La durata è la metà delle settimane di contribuzione del quadriennio, con un massimo di 24 mesi: 104 settimane di contributi danno circa 12 mesi di indennità, 208 settimane danno il massimo biennio. Dal sesto mese (dall'ottavo per chi ha almeno 55 anni) l'importo si riduce del 3% a ogni mensilità: la riduzione si applica sull'importo del mese precedente, quindi dopo un anno di percezione un'indennità partita da 1.152 euro vale circa 930 euro, il 19% in meno. Chi pianifica le spese del periodo di disoccupazione deve ragionare sull'importo medio dell'intero periodo, non su quello iniziale: su 12 mesi, tra importo pieno e riduzioni, la media mensile effettiva è intorno al 92-94% della prima rata.
Lavorare durante la NASpI: sospensione, cumulo e comunicazioni
Un nuovo lavoro non sempre chiude la prestazione. Se il nuovo rapporto subordinato dura al massimo sei mesi, la NASpI è sospesa d'ufficio per la durata del contratto e riprende al termine per le settimane residue. Se il lavoro è breve o occasionale e il reddito annuo resta sotto le soglie comunicate dall'INPS, la prestazione continua ma si riduce dell'80% del reddito previsto dal nuovo lavoro. Per il lavoro autonomo vale una logica simile, con obbligo di comunicare il reddito presunto entro un mese e conguaglio dopo la dichiarazione dei redditi. La regola pratica è una sola: ogni attività va comunicata all'INPS entro 30 giorni con il modello NASpI-Com, perché le omissioni portano a decadenza e recupero delle somme. Per i collaboratori coordinati la prestazione sorella è la DIS-COLL, con requisiti e durata diversi: ha un calcolatore dedicato.
Decadenza, anticipazione e contributi figurativi
Si decade dalla NASpI quando si inizia un lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi senza comunicarlo nei termini, quando si rifiuta un'offerta di lavoro congrua o la partecipazione alle misure del centro per l'impiego, o quando si raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata. Chi invece vuole ripartire da un'attività propria può chiedere la NASpI anticipata: tutta l'indennità residua in un'unica soluzione, da usare come capitale iniziale, con domanda entro 30 giorni dall'avvio dell'attività. Durante la percezione ordinaria, infine, l'INPS accredita contribuzione figurativa calcolata sulla retribuzione di riferimento: quei mesi non sono un buco nel percorso pensionistico, e si vedono nell'estratto conto con la loro specifica annotazione.
Tabelle di riferimento e fonti ufficiali
Fonti ufficiali: verifica i parametri
Domande frequenti
Domande frequenti
Risposte brevi alle domande più comuni su questo calcolo: casi particolari, limiti da conoscere e gli errori da non fare.
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