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Assegno unico per i figli: stima
Importo mensile per figlio in base all'ISEE, con la scala che scende al crescere dell'indicatore.
Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

Nei campi trovi già dei valori di esempio: mettici i tuoi e il risultato si aggiorna mentre scrivi.
Come si calcola
Fonti e parametri: D.Lgs 230/2021 (assegno unico e universale) e importi rivalutati INPS per il 2025. Gli importi vengono rivalutati ogni anno: verifica la tabella INPS vigente prima di fare affidamento sulla stima.
Un esempio concreto
Ecco cosa viene fuori con i valori già compilati (isee del nucleo in euro , figli minorenni, figli tra 18 e 20 anni e gli altri valori indicati nel modulo) il risultato è: Assegno unico mensile stimato 398,80 €. Cambiando anche un solo valore nel modulo, il risultato si muove di conseguenza.
Il dettaglio, voce per voce
La tabella scompone il risultato in tutte le sue voci, nell'ordine in cui le produce la formula: è il modo più rapido per controllare il passaggio che ti interessa, che sia una detrazione, un'aliquota o una soglia.
| Importo per figlio minorenne | 199,40 € |
| Importo per figlio 18-20 anni | 96,90 € |
| Totale mensile | 398,80 € |
| Totale annuo indicativo | 4785,60 € |
Se cambi un valore nel modulo, la tabella nel pannello del risultato si aggiorna allo stesso modo: confrontare le due versioni mostra subito dove nasce la differenza.
Come si usa
Inserisci i tuoi dati al posto dei valori di esempio: il calcolo parte da solo, senza pulsanti da premere. Sotto al risultato trovi il dettaglio completo; le note in fondo spiegano i limiti da tenere presenti prima di usare il numero per una decisione.
I campi, uno per uno
- ISEE del nucleo in euro : Qui è già impostato 12000.
- Figli minorenni: Qui è già impostato 2.
- Figli tra 18 e 20 anni: Qui è già impostato 0.
- Maggiorazioni mensili complessive stimate in euro: L'esempio parte da 0.
Errori comuni da evitare
Usare la retribuzione netta invece di quella lorda per NASpI e pensione; dimenticare il massimale delle prestazioni; pensare che la NASpI duri quanto il periodo di contribuzione totale e non la metà delle settimane degli ultimi 4 anni; confondere l'ISEE simulato con l'attestazione ufficiale INPS.
Limiti di questo calcolo
Ogni calcolo ha i suoi confini, e questo usa la formula e i parametri riportati nella pagina. Eccezioni normative e delibere locali possono spostare il risultato reale: usa il numero come punto di partenza e, per le scelte che contano, verificalo con chi segue la materia.
Qualche dettaglio in più
Come funziona la scala: l'esempio con ISEE di 25.000 euro
L'assegno unico per ogni figlio minorenne è una retta tra due estremi. Con ISEE fino alla soglia bassa preimpostata in pagina (17.090,61 euro) spetta il massimo, 199,40 euro al mese; con ISEE dalla soglia alta in su (45.574,96 euro) o senza ISEE spetta il minimo, 57,50 euro. In mezzo la riduzione è lineare: con ISEE di 25.000 euro il calcolo è 199,40 meno 141,90 per la quota di percorso tra le due soglie (7.909 euro su 28.484), cioè circa 159,95 euro per figlio. Per i figli tra 18 e 20 anni la stessa retta collega importi più bassi, da 96,90 a 28,50 euro. Gli importi sono quelli rivalutati dall'INPS per l'anno di riferimento indicato nelle fonti: ogni anno la rivalutazione ISTAT sposta massimi, minimi e soglie di qualche euro, e la tabella INPS vigente è il riferimento finale.
Le maggiorazioni: dove la stima di base non basta
Sopra la quota base si sommano maggiorazioni che il calcolatore raccoglie in un unico campo, perché le combinazioni sono molte. Le principali: una quota aggiuntiva per ciascun figlio successivo al secondo; una maggiorazione per i nuclei con entrambi i genitori lavoratori, pensata per premiare il doppio reddito da lavoro; un importo extra per le madri con meno di 21 anni; una quota fissa aggiuntiva per i nuclei con quattro o più figli. A parte stanno i figli con disabilità, per i quali l'assegno ha importi propri e crescenti con la gravità, senza limiti di età, e con maggiorazioni distinte per minorenni, per la fascia 18-20 e per gli adulti. Chi riceve una di queste voci la trova nel dettaglio del pagamento INPS: è quel valore mensile complessivo che va inserito nel campo delle maggiorazioni per rendere la stima aderente al proprio caso.
Domanda, ISEE e calendario dei pagamenti
La prestazione decorre da marzo a febbraio dell'anno successivo. La domanda si presenta una volta sola: chi l'ha già accolta non la rinnova, ma deve rinnovare l'ISEE ogni anno, perché senza DSU aggiornata l'importo scivola al minimo. La regola dei tempi è semplice: ISEE presentato entro giugno dà diritto al ricalcolo con arretrati da marzo; ISEE presentato dopo giugno ricalcola solo dai mesi successivi. Per i nuovi nati la domanda segue la nascita, ma l'assegno copre anche il settimo e l'ottavo mese di gravidanza. Il pagamento è mensile, su un IBAN intestato o cointestato al richiedente: un IBAN di terzi o non più attivo è tra le cause più frequenti di pagamenti fermi. Se il tuo ISEE non è ancora pronto, il simulatore ISEE dà una previsione della fascia; la guida Assegno unico per i figli elenca documenti e passaggi della domanda.
Il nucleo giusto: chi conta ai fini dell'assegno
L'ISEE di riferimento è quello del nucleo in cui vive il figlio, e le regole non sempre coincidono con l'anagrafe. I genitori non conviventi e non sposati formano con il figlio un nucleo attratto quando ricorrono le condizioni previste per le prestazioni ai minori; il genitore separato con affido condiviso divide il pagamento ma non raddoppia l'importo; i figli maggiorenni studenti fuori sede restano in genere nel nucleo dei genitori salvo autonomia abitativa ed economica di almeno due anni. Gli errori su questa parte sono la causa principale degli ISEE difformi che l'INPS segnala dopo i controlli incrociati: se la DSU risulta difforme, l'assegno viene pagato al minimo finché la situazione non si regolarizza.
Compatibilità e misure assorbite
L'assegno unico ha sostituito dal 2022 le detrazioni IRPEF per i figli sotto i 21 anni, l'assegno per il nucleo familiare e le vecchie misure per i nuclei numerosi: chi confronta una busta paga recente con una del 2021 trova lì la differenza. Restano invece attive e cumulabili misure diverse per natura, come il bonus asilo nido e le detrazioni per le spese dei figli (istruzione, sport, trasporti), che continuano a vivere nel 730. Con l'Assegno di Inclusione l'assegno unico è riconosciuto come quota integrativa calcolata con le stesse regole: non serve una seconda domanda separata se la prestazione è già in pagamento attraverso quel canale. L'importo dell'assegno, infine, non è pignorabile e non è cedibile.
Controlli pratici prima di fidarsi della stima
Tre verifiche rendono la cifra affidabile. La prima è l'ISEE: usa quello in corso di validità e non una vecchia attestazione, perché tra redditi e patrimoni di due anni prima le fasce possono spostarsi di molto. La seconda è il conteggio dei figli a carico nelle fasce giuste: un figlio che compie 18 anni a metà anno passa alla fascia ridotta dal mese successivo, e uno che ne compie 21 esce dalla misura, salvo disabilità. La terza sono le maggiorazioni effettivamente riconosciute: confronta il dettaglio dell'ultimo pagamento INPS con le voci del campo dedicato; se una maggiorazione è cessata (per esempio il requisito dei due genitori lavoratori), la stima deve cambiare di conseguenza. Per il percorso nascita completo, lo strumento dell'indennità di maternità copre l'altra prestazione economica dei primi mesi.
Tabelle di riferimento e fonti ufficiali
Fonti ufficiali: verifica i parametri
Domande frequenti
Domande frequenti
Risposte brevi alle domande più comuni su questo calcolo: casi particolari, limiti da conoscere e gli errori da non fare.
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