Home / Calcolatori / Fisco e Imposte / Simulatore ISEE

Fisco e Imposte

Simulatore ISEE

Stima dell'indicatore dalla situazione reddituale e patrimoniale del nucleo, con scala di equivalenza.

Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2026

Gratuito, senza registrazioneParametri aggiornati4 campi guidatiCalcolo nel browser: nessun dato salvato
Famiglia con bambini che parla con un operatore in ufficio
Famiglia con bambini che parla con un operatore in ufficio

Nei campi trovi già dei valori di esempio: mettici i tuoi e il risultato si aggiorna mentre scrivi.

Come si calcola

ISE = reddito complessivo del nucleo (ISR) + 20% del patrimonio complessivo (ISP, mobiliare e immobiliare al netto delle franchigie). ISEE = ISE ÷ parametro della scala di equivalenza: 1 componente 1,00; 2 componenti 1,57; 3 componenti 2,04; 4 componenti 2,46; 5 componenti 2,85; oltre, più 0,35 per componente, con maggiorazioni per figli e disabilità.

Fonti e parametri: DPCM 159/2013 (regolamento ISEE). Questa è una simulazione semplificata: l'ISEE ufficiale richiede la DSU e l'attestazione rilasciata dall'INPS o dai CAF.

Un esempio concreto

Con i valori di esempio che trovi già nel modulo (reddito complessivo del nucleo , patrimonio complessivo , componenti del nucleo e gli altri valori indicati nel modulo) il risultato è: ISEE stimato 20.098,04 €. È lo stesso conto che fa il modulo qui sopra, così puoi seguirne ogni passaggio.

Il dettaglio, voce per voce

Qui sotto trovi lo stesso risultato scomposto voce per voce, nello stesso ordine della formula. Se un passaggio non ti torna, è da lì che conviene ripartire.

Indicatore della situazione economica (ISE)41.000,00 €
Parametro scala di equivalenza2,04
ISEE stimato20.098,04 €

Se cambi un valore nel modulo, la tabella nel pannello del risultato si aggiorna allo stesso modo: confrontare le due versioni mostra subito dove nasce la differenza.

Come si usa

Parti dai valori di esempio e sostituiscili con i tuoi, campo per campo: non devi premere nessun pulsante, il risultato si aggiorna a ogni modifica. Quando hai finito, guarda la tabella di dettaglio e non solo il numero principale, e leggi le note sotto al risultato: indicano limiti e casi esclusi.

I campi, uno per uno

  • Reddito complessivo del nucleo : L'esempio parte da 32000.
  • Patrimonio complessivo : Qui è già impostato 45000.
  • Componenti del nucleo: Nell'esempio è 3 componenti.
  • Maggiorazioni scala : Qui è già impostato 0.

Errori comuni da evitare

Applicare l'IVA con scorporo sbagliato (sottrarre il 22% invece di dividere per 1,22); usare l'aliquota IMU di un altro comune; dimenticare la franchigia di 129,11 euro sulle spese mediche; confondere interessi legali e interessi di mora commerciali, che hanno tassi e regole molto diversi.

Limiti di questo calcolo

Tieni presente che è una stima: nasce dalla formula e dai parametri indicati in questa pagina. Situazioni particolari, delibere locali o norme cambiate dopo l'ultimo aggiornamento possono portare a un esito diverso. Per le decisioni che contano — economiche, fiscali, previdenziali o di salute — confrontati con l'ente competente o con un professionista.

Approfondimento

La formula: redditi, patrimoni e scala di equivalenza

L'ISEE somma l'indicatore della situazione reddituale (i redditi di tutti i componenti, con franchigie e detrazioni, tra cui una quota del canone di locazione) e il 20% dell'indicatore patrimoniale: conti e investimenti al valore più alto tra saldo e giacenza media, immobili al valore IMU con la detrazione per l'abitazione principale e la franchigia sul patrimonio mobiliare. Il totale si divide per il parametro della scala di equivalenza, che cresce con il numero dei componenti (1 per una persona sola, 1,57 per due, 2,04 per tre, 2,46 per quattro, 2,85 per cinque) con maggiorazioni per figli, disabilità e genitori soli.

Le maggiorazioni fanno una differenza pratica enorme: un nucleo con tre figli e uno con un figlio, a parità di redditi, hanno ISEE distanti migliaia di euro e quindi assegno unico e prestazioni diverse. Anche la scelta dei componenti del nucleo segue regole proprie: i figli maggiorenni conviventi restano nel nucleo dei genitori, il coniuge non convivente in genere resta nel nucleo salvo separazione legale, e gli studenti universitari fuori sede hanno un nucleo attratto a quello dei genitori se non sono autonomi da almeno due anni.

Simulazione e attestazione non sono la stessa cosa

Questa è una simulazione didattica con la formula del DPCM 159/2013: l'attestazione valida per assegno unico, bonus e prestazioni universitarie la rilascia solo l'INPS dopo la DSU, presentata direttamente o tramite CAF, con controlli incrociati sulle banche dati fiscali. Errori o omissioni nella DSU possono generare un ISEE difforme e contestazioni: la simulazione serve a prevedere la fascia e a verificare che l'attestazione ricevuta sia coerente con i tuoi dati.

Un esempio con numeri reali di formula

Consideriamo un nucleo di tre persone con redditi complessivi di 38.000 euro, un conto con saldo 9.000 e giacenza media 7.500 euro, e l'abitazione principale con valore IMU di 90.000 euro. Il patrimonio mobiliare entra per 9.000 euro (il valore più alto tra saldo e giacenza), meno la franchigia; l'immobile entra al netto della detrazione per la casa di abitazione. La somma di indicatore reddituale e 20% del patrimoniale si divide per 2,04, il parametro per tre componenti. Il risultato, intorno a 17.000-19.000 euro secondo le franchigie applicabili, colloca il nucleo nelle fasce centrali dell'assegno unico: l'esempio mostra perché due famiglie con lo stesso reddito possono avere ISEE molto diversi quando cambiano patrimoni e composizione.

La DSU: cosa si dichiara davvero

La simulazione di questa pagina segue la struttura della DSU, la dichiarazione che alimenta l'ISEE ufficiale. I dati sono riferiti al secondo anno solare precedente per i redditi e al 31 dicembre dello stesso anno per i patrimoni: per un ISEE del 2026 entrano i redditi 2024 e le consistenze al 31 dicembre 2024. Nella componente reddituale non entrano solo i redditi IRPEF: si sommano anche i redditi esenti o tassati alla fonte rilevanti per legge, i trattamenti assistenziali e previdenziali non già inclusi, e si applicano le detrazioni previste, a partire dalla franchigia sul canone di locazione per chi vive in affitto (fino a 7.000 euro annui, con maggiorazioni per i figli). Capire questa architettura spiega risultati che a prima vista sembrano assurdi: un nucleo con reddito da lavoro modesto ma con un genitore che percepisce trattamenti esenti può avere un ISR più alto del previsto, e un affittuario ha un indicatore più basso di un proprietario con lo stesso reddito.

Patrimonio mobiliare e immobiliare: franchigie e pesi reali

Il patrimonio mobiliare (conti, depositi, titoli, buoni, partecipazioni) entra al netto di una franchigia di 6.000 euro, aumentata di 2.000 euro per ogni componente oltre il primo fino a un massimo di 10.000 euro, e per ciascun bene conta il valore più alto tra saldo al 31 dicembre e giacenza media annua. Il patrimonio immobiliare si calcola sul valore IMU: sull'abitazione principale si applica la franchigia di 52.500 euro (aumentata di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il secondo) e si detrae il mutuo residuo; gli altri immobili entrano per intero. Il totale patrimoniale pesa poi solo per un quinto nella formula, prima della divisione per la scala di equivalenza. È il motivo per cui 50.000 euro di liquidità sul conto spostano l'ISEE più di 150.000 euro di valore della casa abitata, e perché spostare soldi a fine anno non serve: la giacenza media fotografa l'intero anno.

Le varianti: università, socio-sanitario, minorenni

L'ISEE ordinario non è l'unico. Per le tasse universitarie serve l'ISEE universitario, con il nucleo dello studente fuori sede attratto in quello dei genitori salvo autonomia biennale. Per le prestazioni socio-sanitarie e l'inserimento in strutture residenziali esiste un ISEE ristretto ai soli beneficiario, coniuge e figli, che cambia radicalmente il risultato per gli anziani con figli benestanti. Per i minorenni con genitori non sposati e non conviventi il nucleo include componenti attratte del genitore non convivente. La simulazione di questa pagina calcola l'indicatore ordinario: se la prestazione che ti interessa usa una variante, l'ordine di grandezza resta utile ma il valore ufficiale sarà diverso, ed è dichiarato nella pagina dell'assegno unico, la prestazione che più spesso porta le famiglie a chiedere l'ISEE.

ISEE corrente, errori e difformità

Quando la situazione cambia in modo brusco — perdita del lavoro, cassa integrazione, calo dei redditi superiore alle soglie previste — l'ISEE corrente aggiorna l'indicatore su redditi recenti (ultimi 12 mesi, o ultimi 2 per i dipendenti rapportati all'anno) e patrimoni aggiornabili una volta l'anno: vale sei mesi e va rinnovato alla scadenza. Sul fronte degli errori, le difformità più frequenti riguardano conti dimenticati (specie prepagate con IBAN e conti dei figli minori), immobili non dichiarati e nuclei composti male. L'attestazione con difformità non è un dettaglio: gli enti erogatori possono sospendere o ridurre le prestazioni, e la correzione passa da una nuova DSU o dalla prova documentale della correttezza. Prima di presentare la DSU, confronta la simulazione con i tuoi estratti conto al 31 dicembre dell'anno di riferimento: è il controllo che evita mesi di prestazioni al minimo.

Tabelle di riferimento e fonti ufficiali

Scaglioni IRPEF 2026

Scaglione di redditoAliquota
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.000 a 50.000 euro33%
Oltre 50.000 euro43%

Aliquote INPS a carico del lavoratore dipendente

ProfiloAliquota
Dipendente standard9,19%
Aziende con piu' di 15 dipendenti9,49%
Pubblico impiego8,80%
Apprendista5,84%

Addizionale regionale IRPEF: aliquota base per regione

Aliquote base usate dai calcolatori di questo sito. Diverse regioni applicano maggiorazioni o scaglioni propri: verifica sempre la delibera della tua regione e l'aliquota del tuo comune.

RegioneAliquota base
Lombardia1,23%
Piemonte1,62%
Valle d'Aosta1,23%
Liguria1,62%
Trentino-Alto Adige1,23%
Veneto1,23%
Friuli-Venezia Giulia1,23%
Emilia-Romagna1,93%
Toscana1,42%
Umbria1,23%
Marche1,23%
Lazio1,73%
Abruzzo1,73%
Molise2,03%
Campania2,03%
Puglia1,33%
Basilicata1,23%
Calabria1,73%
Sicilia1,23%
Sardegna1,23%

Aliquote IVA in Italia

AliquotaValoreUso tipico
Ordinaria22%Regola generale per beni e servizi (DPR 633/1972)
Ridotta10%Tra gli altri: ristrutturazioni edilizie, alcuni alimentari, energia elettrica domestica
Ridotta5%Tra gli altri: alcuni servizi sociali e sanitari e specifici beni alimentari
Minima4%Beni di prima necessita' indicati dalla Tabella A, parte II, DPR 633/1972

Fonti ufficiali: verifica i parametri

Domande frequenti

Domande frequenti

Risposte brevi alle domande più comuni su questo calcolo: casi particolari, limiti da conoscere e gli errori da non fare.