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Metodo e fonti
Ogni calcolatore di Calcolo Italiano dichiara in pagina la formula applicata e la fonte dei parametri. Le fonti primarie che usiamo sono:
- MEF e Agenzia delle Entrate per scaglioni IRPEF, detrazioni, codici Belfiore e Stati esteri, imposte sugli immobili e ravvedimento operoso.
- INPS per aliquote contributive, NASpI e DIS-COLL, assegno unico, minimali e massimali delle gestioni previdenziali.
- Leggi dello Stato: TUIR, Legge 207/2024 (cuneo fiscale strutturale), Legge di Bilancio 2026 (aliquota IRPEF del 33%), Legge 190/2014 (regime forfettario), D.Lgs 22/2015 (ammortizzatori), D.Lgs 230/2021 (assegno unico), DM 55/2014 e DM 147/2022 (parametri forensi), DPCM 159/2013 (ISEE).
- ISTAT per tavole di mortalità e indici di rivalutazione, Ministero della Salute per il percorso nascita, EFSA e OMS per gli indicatori di salute.
- DDL Bilancio 2027 (approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 ottobre 2026, in esame al Parlamento, NON ancora legge definitiva): usato solo in modalità Anteprima 2027 e solo per le misure con una base nel testo del disegno di legge (scaglione IRPEF del 33% fino a 55.000 euro, soglia forfettario 100.000 euro per le imposte con soglia IVA ferma a 85.000, cedolare concordato 5% e 1%, fringe benefit fino a 2.000 euro per gli under 30, conferma delle detrazioni per ristrutturazioni, esenzione bollo auto fino a 80 kW). Dove un valore 2027 non esiste ancora (tasso legale, massimali INPS e NASpI, addizionali locali), gli strumenti non lo mostrano e non riportano il valore 2026 come se fosse 2027.
Metodo di lavoro: ogni motore di calcolo è verificato su esempi di riferimento pubblici prima della pubblicazione (per lo stipendio, la RAL di 30.000 euro confrontata con i principali calcolatori specializzati; per il codice fiscale, i codici di esempio con controllo ufficiale; per la fattura avvocato, l'esempio canonico da 1.000 euro). Dove un parametro dipende da delibere locali (aliquote IMU e TARI, addizionali comunali) lo strumento usa valori medi dichiarati e modificabili dall'utente.
Limiti dichiarati: i risultati sono stime informative. Il tema natale è una versione leggera con approssimazioni dichiarate, senza posizioni planetarie calcolate da effemeridi. Nessuno strumento sostituisce il parere di un commercialista, di un consulente del lavoro, di un notaio o di un medico.
Come verifichiamo i calcoli
Ogni motore viene provato su casi di riferimento prima di essere pubblicato e di nuovo a ogni modifica dei parametri. Per lo stipendio netto usiamo come controllo la RAL di 30.000 euro con 14 mensilità, che con addizionale regionale 1,23% e comunale 0,80% deve dare 23.468,37 euro annui e 1.676,31 euro al mese; per il codice fiscale verifichiamo il carattere di controllo sui codici di esempio e la decodifica completa di un codice noto; per la fattura avvocato il compenso di 1.000 euro deve chiudere a 1.229,12 euro netti da pagare; per il mutuo, 200.000 euro in 25 anni al TAN del 3% devono dare una rata di 948,42 euro. Se un controllo non torna, lo strumento non viene pubblicato finché la causa non è chiara.
La verifica è di tre tipi. Primo, il confronto con la fonte primaria: aliquote, soglie e massimali vengono riletti sul testo della norma o sulla circolare dell'ente, non su articoli di commento. Secondo, la coerenza interna: le tabelle di riferimento in pagina (per esempio il netto alle diverse RAL) sono generate dallo stesso motore del calcolatore, così un errore si vedrebbe in due punti e non potrebbe nascondersi. Terzo, la lettura dei casi limite: valori a ridosso delle soglie — 20.000 e 32.000 euro per il cuneo fiscale, 85.000 euro per il forfettario, le fasce ISEE dell'assegno unico — vengono provati uno per uno, perché è lì che gli errori di arrotondamento o di scaglione si annidano.
Politica di aggiornamento
I parametri seguono l'anno di imposta: quando una legge di bilancio, una circolare INPS o una delibera comunale cambia un valore, aggiorniamo lo strumento, citiamo la fonte nuova in pagina e spostiamo la data di ultimo aggiornamento visibile in cima a ogni strumento e a ogni guida. Le misure non ancora in vigore non entrano nei calcoli ordinari: quelle del DDL Bilancio 2027 compaiono solo dove esiste una base utilizzabile nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri e sono sempre contrassegnate come anteprima; dove un valore 2027 non esiste ancora, lo strumento non lo mostra invece di riciclare il dato 2026.
Le aliquote locali meritano una nota a parte: le addizionali comunali dello stipendio usano la tabella ufficiale del Dipartimento delle Finanze con 6.989 comuni; per i comuni senza delibera pubblicata resta il campo in cui inserire l'aliquota ufficiale del proprio comune. Per IMU e TARI le delibere cambiano ogni anno e lo strumento dichiara sempre se sta usando l'aliquota base nazionale o un valore inserito da te.
Correzioni e segnalazioni
Chi trova un parametro diverso da quello della fonte ufficiale può segnalarlo dalla pagina Contatti indicando strumento, valori inseriti e fonte: le segnalazioni documentate vengono verificate contro la fonte primaria e, se fondate, corrette con priorità, aggiornando la data in pagina. Non pubblichiamo recensioni, voti o testimonianze degli utenti e non ne esistono di nascosti: la fiducia che chiediamo poggia solo su formule visibili, fonti citate e controlli che chiunque può ripetere con i propri numeri.